Sono Wolf, risolvo problemi

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A volte le capita di pensare a cosa sarebbe successo se, dopo avere riavvolto il nastro della sua vita fino a quel momento, avesse preso un’altra decisione. A come sarebbe andata se le sinapsi tra i suoi neuroni avessero funzionato in modo differente, facendo sì che il suo cervello elaborasse un pensiero totalmente diverso.

Magari avrebbe scelto di studiare lingue orientali, oppure di frequentare la facoltà di agraria.

Nel primo caso, forse, sarebbe diventata un’interprete, per poi sviluppare un certo fanatismo per la cultura giapponese, che l’avrebbe spinta ad aprire un ristorante specializzato in sushi, magari a Soverato, o in un’altra località di mare.
Riso, peperoncino e felicità.

Nel secondo caso, chissà, avrebbe messo su una bella azienda vitivinicola, per andarsene in giro tutto il dì a perlustrare le sue proprietà, con il sole in faccia, a bordo di un trattore guidato da uno dei “suoi” contadini (i cui diritti sarebbero stati, naturalmente, ampiamente rispettati, in barba a qualsiasi forma di caporalato),  dispensando consigli sulla produzione e lanciando previsioni ottimistiche sul futuro, pensando con soddisfazione che sì, era stata davvero un’ottima annata.
Grano, vino e felicità.

Su come sarebbe andata, si potrebbero formulare mille ipotesi e congetture.

Di come è andata veramente, invece, non esistono molte versioni.
E forse non esistono perché non poteva che essere quella, la sua strada.
Non poteva che scegliere di diventare una principessa del foro.

Con la sua smania di risolvere i problemi degli altri e di cercare sempre una soluzione.

Per un futuro migliore e per un mondo più giusto.

Colcaz!!!

Se lo avesse saputo, se glielo avessero detto, che la formula sarebbe stata: “o la toga, o la vita”, avrebbe scelto sicuramente la vita.
E invece, ignara, ha scelto la toga.

“Cara la mia azzeccagarbugli, di che ti lamenti? L’hai voluta la bicicletta? E adesso: pedalare!”.

Il punto è proprio questo: lei voleva la bicicletta, non una moto da corsa che viaggia ai duecento all’ora!
Perché pare che la gente, quella che le chiede di risolvere i problemi, abbia  sempre fretta.

Pare che sia sempre una questione di vita o di morte.

“Buongiorno… si ricorda di quella questione che le ho accennato tempo fa? Bene, è diventata urgente… mi serve una risposta entro domani”

“Ma certo! Che ore sono adesso? Le cinque di pomeriggio? Non c’è problema. Mi dia solo un momento, giusto quelle tre o quattro ore per capire di cosa si tratta, sviscerare la questione, incrociare i risultati delle ricerche di tutte le banche dati d’Italia e stilarle un bel parerino, breve e conciso!”

“La ringrazio.”

“Prego, si figuri!”.

“Sono Wolf. Risolvo problemi, no?!
Che poi, manco fossi un medico o, che so, un’infermiera… Manco dovessi salvarle sul serio, le vite. Manco dovessi operare a cuore aperto… Vuoi mettere, cribbio?”

“Buongiorno e buona domenica. La disturbo?”

(“Nooooo, non mi disturba affatto! Stavo giusto pensando a quanto sarebbe bello ricevere una telefonata di lavoro mentre cerco di allontanare lo stress accumulato durante la settimana di merda che si è appena conclusa. Il tutto, con una temperatura esterna di 45 gradi…”) “Buongiorno. Mi dica!”.

“Poi mettici anche che la gente, prima delle vacanze estive, impazzisce. Neanche fossimo nel mezzo di una guerra nucleare che dici oddio bisogna prepararsi alla fine del mondo…”.

“Mi scusi…per quella storia… entro luglio ce la facciamo?”

“Beh, contando che oggi è 11… se ci arrivo viva, qualche possibilità c’è”.

“Ragazzi, che fatica! Ma chi me l’ha fatto fare?”.

Sono questi, i pensieri che la accompagnano ogni giorno, ai quali cerca di dare sempre il giusto peso, non senza una punta di amara rassegnazione.

Che poi, diciamocelo… alla fine… al netto di tutto (degli sfoghi, delle incazzature, delle delusioni, delle occhiaie), tendenzialmente la vita che fa se l’è scelta, no? E se ha deciso di viverla così, anche fosse per un periodo limitato della sua intera esistenza, è perché in fondo in fondo il lavoro che fa, le piace. E ci crede, anche.
Certi giorni un pò di più, certi giorni un pò di meno.

(E come darle torto?)

Se poi provi a raccontarle la storia della bicicletta, ti risponde:
“Lo so, è solo che… vabbé, lassateme sta’!
E comunque, giusto per essere chiari: sarò anche Wolf che risolve i problemi… ma di una cosa, potete stare certi:

NON MI AVRETE MAI COME VOLETE VOI”.

 

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