Il mio pessimismo da quatto soldi (cit.)

Bere il caffè nel momento esatto in cui raggiunge la temperatura perfetta, quella che dieci secondi prima rischierei l’ustione e dieci secondi dopo diventerebbe un brodino tiepido e insignificante (io lo chiamo “il punto di non ritorno del caffè”).

Avere la sensazione di sapere leggere nella mente del mio interlocutore preferito così forte da farlo arrossire.

Aprire gli occhi la mattina, stiracchiarmi e realizzare che posso permettermi di non avere fretta.

Uscire di casa senza far rumore.

Tornare nel mio vecchio quartiere e scoprire che il titolare della motofficina non è cambiato e che dopo quattro anni dal nostro primo e unico incontro si ricorda ancora di me, chiamandomi per nome.

Incrociare mentre aspetto distratta che la metro arrivi dove deve arrivare lo sguardo di una signora di mezza età che mi sorride in modo complice e benevolo.

Avere la certezza che alcune delle persone con cui ho a che fare nella vita hanno un cuore grande.

Immaginare di sentire per un attimo la voce squillante di mia madre che mi chiama e mi distoglie dai pensieri pesanti. Sognarla, anche.

Cercare di fare le cose per bene e riuscirci.

Il fatto è che finché esisteranno momenti come questi, “il mio pessimismo da quattro soldi”, per quanto mi ostini ad assecondarlo, sarà costretto a ricredersi.
E prima o poi, magari, si arrenderà.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...