Radici

L’aria condizionata in aereo è sempre così spietata e aggressiva, non ho mai compreso fino in fondo il motivo di questa temperatura polare, e francamente non è che mi importi poi molto: rende solo l’abitacolo in cui mi trovo un luogo decisamente inospitale per il mio fascio di nervi ancora troppo tesi.
Fra, sei in vacanza!, continuo a ripetermi come a schiaffeggiarmi e a darmi tanti pizzicotti virtuali sulle guance. Sei in vacanza, cazzo!
Eppure, c’è una parte di me che non riesce ancora a farmi godere come dovrei, è come se un chihuahua si fosse attaccato con i denti ad un angolo della mia giacca di jeans e mi impedisse di andare avanti a passo spedito. E più cerco di andare, più il chihuahua serra i suoi canini appuntiti e si incattivisce.
Improvvisamente l’immagine del cane molesto viene soppiantata da quella di un esemplare di uomo col borsello che occupa il posto vicino al mio. Non mi resta che sospirare, guardando oltre il finestrino. Il mondo là fuori mi restituisce l’istantanea di una inconfondibile Torino dall’alto: percorro da lontano quei viali conosciuti, seguendo con gli occhi traiettorie invisibili. Mi spingo un po’ più in alto con la testa per guadagnare una visuale migliore: eccolo lì, il Delle Alpi, la curva delle cento lire, lì a sinistra, il Po e la Dora e il loro incontro romantico. Ordine, simmetria, geometrie così familiari eppure così lontane da quelle che sono le mie radici: loro affondano prepotenti dentro a un humus diverso, che è fatto di tutto ciò che di più dissimile dal rigore e dalla moderazione esista.
Ed è proprio lì che sto andando.
Quando il portellone di questo Boeing 737 si aprirà, sentirò forte quelle radici – che solo una manciata di ore fa se ne stavano compresse come in un barattolo di marmellata – espandersi, e riconquistare il proprio spazio, smuovendo zolle di terra che pareva arida, morta. E invece è sempre lì. Freme, rinvigorita, ha sete di vita.
Via l’armatura, via gli orpelli, via le sovrastrutture: per ritrovarsi bisogna andare verso la fonte, dove è racchiusa l’origine e dove tutto ha avuto inizio.

Non esiste nulla al mondo di più vero del ritorno.

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